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Il volto sconosciuto di Federico II
Date 22/01/2008 16:41 Author Di Cristian Guzzo - Ennio Suma
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Sappiamo però che in età matura il Monarca fu colpito da una paresi facciale che lo costrinse ad un tardivo bendaggio all'occhio destro. Nonostante Papa Gregorio IX avesse profuso non pochi sforzi per dipingerlo come una sorta da abominevole Anticristo, Federico rese l'anima a Dio con indosso il saio dei penitenti il 13 novembre 1250, tredici giorni prima di celebrare il suo cinquantaseiesimo compleanno. Dalla Puglia la salma imbalsamata dello Svevo fu trasportata prima a Messina ed in seguito a Palermo nel cui Duomo venne tumulata il 25 febbraio 1251. Ma il sonno del Puer Apuliae era destinato ad essere ben presto interrotto. Il suo sepolcro venne infatti aperto per ben due volte, nel 1338 e nel 1342, per accogliere le salme del duca da Atene Guglielmo e di Pietro II, entrambi figli di Pietro III d'Aragona. Un ulteriore tentativo di violazione della tomba dello Svevo, poi scongiurato, ebbe a verificarsi nel 1491 ma nessuno fu in grado di impedire il sopralluogo, verificatosi nel 1781, ad opera dell' illustratore Francesco Daniele e del canonico Rosario Gregorio. Dopo poco meno di 500 anni, il corpo mummificato del Dinasta tedesco comparve agli occhi di costoro con indosso i medesimi abiti con i quali…era stato consegnato imperadore Federico giaceva con il capo coronato e reclinato verso destra, glabro in viso (e ciò ulteriore conferma delle testimonianze scritte e plastico pittoriche), con arcate sopracciliari al quanto pronunciate e bocca piccola e stretta. Per quanto interessata da fenomeni di deterioramento post mortem, parzialmente attenuati dal trattamento imbalsamazione, lo schizzo che il Daniele realizzò della salma è quanto di più attendibile possediamo a livello iconografico sul Monarca Staufen.
Nel 1994, ricorrendo l'ottocentenario dalla nascita di Federico II, vennero promosse numerosissime iniziative culturali in suo onore fra le quali, la più significativa fu quella di istituire un'equipe di scienziati che avrebbero dovuto effettuare una ricognizione sui resti mortali dell'Imperatore. Per tale ufficio venne interpellato nientemeno che il prof. Francesco Mallegni, docente di Paleontologia Umana ed Antropologia dell'Università di Pisa. Come dichiarato in un'interista rilasciata ad Agostino Spataro, l'eminente studioso di fama internazionale ebbe l'incarico di analizzare i resti del nostro personaggio ed accertare che il suo corpo non fosse stato sostituito con un altro. Per decisioni superiori, il Mallegni riuscì a e vedere il cranio mummificato dell' Imperatore, non che l'enorme confusione che all'interno del sepolcro di porfido rosso regnava (e ciò a causa della presenza di altre salme), solo attraverso una sonda elettronica inutili furono i tentativi da parte sua di insistere per un'apertura integrale del sacello che avrebbe consentito il restauro del corpo di Federico, la ricostruzione della sua fisionomia attraverso le integrazioni delle parti molli del cranio, la determinazione delle reali cause della morte e l'alimentazione da costui seguita negli ultimi cinque anni e negli ultimi cinque mesi di vita. Indignato per l'ostracismo applicato nei confronti delle proprie ricerche, l'Accademico toscano decise di dare le proprie dimissioni dalla commissione scientifica di ricerca, facendo tramontare la possibilità di dare finalmente un volto al grande Svevo ed un nome al male che lo consegnò al suo ultimo grande viaggio senza ritorno.

CONCLUSIONI

Un'indagine seria ed approfondita sul corpo di Federico avrebbe finalmente consentito di rispondere ad alcuni dei numerosi interrogativi sui quali, ancora oggi gli storici dell'Arte appassionatamente discutono. In assenza di dati certi ed incontrovertibili, i soli che potevano essere assicurati da un'analisi affrancata dalle solite, intollerabili pastoie burocratiche fra le quali da sempre si dibatte il nostro Paese, ogni ricostruzione relativa al vero volto del Dinasta tedesco, essendo basata su evidenze iconografiche insufficienti e quasi mai attendibili, risulta essere puramente indiziaria e congetturale.
           

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