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Il volto sconosciuto di Federico II
Date 22/01/2008 16:41 Author Di Cristian Guzzo - Ennio Suma
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Vir quidam magni cordis,
sed magnanimilatem suam multa
quae in eo fuit, sapientia temperavit.
(Nicolae de Jamsilla)

Federico II

Nel 1927 lo storico Ernst Hartwig Kantorowicz (Posen 1895-Princeton New Jersey 1963) pubblicò a Berlino una poderosa monografia in due volumi dedicata all'imperatore Federico II di Svevia, intitolata Kaiser Friedrich der Zweite. Tale testo che riscosse un enorme successo in Germania ed all'estero, registrando traduzioni in inglese, francese ed italiano, divenne uno tra i più influenti dell'epoca, contribuendo a diffondere quell'immagine illuminata e moderna del Monarca Staufen che, la contemporanea storiografia ha tentato di ridimensionare. Per quanto a posteriori criticata, l'opera di Kantorowicz ha avuto l'indiscusso merito di avere inaugurato un filone storiografico assai fecondo che all'imperatore tedesco ha dedicato innumerevoli convegni, monografie, saggi brevi, etc. Ma qual'era la vera fisionomia di Federico II ? Busto di Federico II
Pochi ricercatori si sono, in verità, cimentati nel difficile compito di tracciare un identikit verosimile dello Stupor Mundi, attese le scarse e frammentarie notizie che le fonti ci hanno tramandato in proposito. Inattendibili sarebbero dunque la maggioranza delle evidenze scultoree e numismatiche, poiché tal genere di ritrattistiche sarebbe deformata da una sorta di manierismo celebrativo, asservito a scopi politicopropagandistici. Un' eccezione in tal senso sarebbe rappresentata dal cosiddetto busto di Barletta, rinvenuto negli anni ‘60 del secolo XX da Adriano Prandi. La scultura appare assai danneggiata poiché priva delle braccia e con fronte e labbra deturpate dall'azione degli agenti atmosferici, da atti di vandalismo e da fucilate infertegli da alcuni cacciatori della campagna canosina-barlettana.
Tuttavia l'immagine, realizzata rispettando i canoni plastici medievali, risulta essere permeata da un non comune realismo espressivo: lunghi capelli arricciati all'estremità secondo la moda del tempo, rughe marcate e profonde sulla fronte, borse sotto gli occhi ed un sorriso fra l'ironico ed il beffardo che tradirebbe l'indole ora "picaresca", ora gelida, o ancora ieratica ed indagatrice del Monarca.  
Interessanti anche se purtroppo non immuni dai cliches caratteristici dell'arte figurativa del secolo XIII, le tre immagini dell'Imperatore presenti nel trattato De Arte Venandi cum Avibus, del quale il medesimo fu autore. A pagina 1recto di tale manoscritto Federico compare di profilo col capo coperto da un berretto di pellicce annodato sotto la gola, il naso dritto e ben proporzionato, il mento volitivo, glabro in viso. Fatto di un certo rilievo è che ulteriori testimonianze scultoree e parietali confermerebbero l'assenza di barba sul volto del Dinasta tedesco. Ci riferiamo, nello specifico, alla testa incastonata in una colonna dell'abbazia cistercense di Calamari, all'affresco di Palazzo Finco presso Bassano del Grappa ed al busto federiciano di Genova. All'interno dell'abbazia di Casamari non lungi da Veroli, su uno dei capitelli del chiostro sono scolpiti tre volti, uno dei quali sembrerebbe potersi identificare con quello dello Svevo. La presenza dell'immagine del Monarca all'interno di tale edificio si spiegherebbe con la richiesta avanzata nel 1216 da quest'ultimo di essere affiliato all'abbazia medesima, in qualità di laico appartenente al terzo ordine dei Cistercensi.
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